Un Carnevale da non perdere per ognuna delle nostre sette regioni

da48d56d9ab67c7c5e5800aac39aa5d9_XLLucania – Il Carnevale di Satriano

Il Carnevale di Satriano è tra le tradizioni più antiche della Basilicata. Un affascinante rito ancestrale si dipana tra le strade del paese a testimoniare il legame strettissimo ed indissolubile tra l’uomo e la natura. Gli uomini si travestono da alberi e diventano Rumit , gli eremiti. I Rumit, la domenica mattina prima del martedì grasso, girano casa per casa, strusciando il fruscio, un bastone con all’apice un ramo di pungitopo, bussano alle porte delle case e lasciano un buon auspicio in cambio di un dono. Una foresta che cammina fatta da 131 Rumit, uno per ogni paese della Lucania, invade le strade del paese e occupa la piazza, colorandola di verde in un messaggio fortemente ecologista. Dal 2014 i carri allegorici sono ecologici e non motorizzati, in coerenza con il messaggio ecologista dei Rumit.

 Campania – Il Carnevale di Saviano

Dal 1979, Saviano è città del Carnevale.  Grandi carri allegorici sfilano per le vie della cittadina vesuviana. I carri, per le sfilate, vengono posizionati nel circuito del Centro Storico e partono insieme alle varie Contrade. Il Carnevale, con il trascorrere degli anni, è divenuto sempre più ricco ed i carri sempre più grandi e di fattura pregevole e semoventi, tanto che il Carnevale di Saviano si è affermato come uno tra i più rinomati della Regione. Si è sviluppato un artigianato locale per la costruzione in loco dei carri, fatti con materiali vari: ferro, polistirolo, legno, carta pesta. Alcuni carri, invece, sono fatti dalle maestranze di Viareggio e Putignano su progetti locali. Il Carnevale di Saviano si caratterizza come uno spettacolo da vivere più che da ammirare. Il pubblico, che ormai supera le centomila presenze, si maschera e partecipa ai balli e danze davanti ai carri, divertendosi con lanci di soli coriandoli e caramelle.

12573038_10153858720903948_140032968610996846_n

Molise – Il Carnevale di Tufara

Il martedì grasso, nella cittadina di Tufara, al rintocco della campana inizia il Carnevale. Anche questo evento ha conservato il suo legame con le origini ancestrali della festività pagana. Sfilano nelle strade del paese il Diavolo che rappresenta la passione e morte di Dioniso, dio della vegetazione che ogni anno moriva e rinasceva come la natura nel suo ciclo vitale e la cui festa si celebrava in tutte le comunità agricole. Il Diavolo è rappresentato da una maschera zoomorfa che indossa sette pelli di capra cucite l’una sull’altra. Il Diavolo, trattenuto con catene dai Folletti, i suoi guardiani, gira per le strade del paese, saltella, cade a terra, si rotola, si rialza, corre, cercando di sedurre chi incontra per iniziarli ai sui misteri. Le maschere della Morte, vestite di bianco con il volto impiastricciato di farina, che precedono di qualche metro il Diavolo, simboleggiano la purificazione attraverso la morte.

 Calabria – Il Carnevale di Castrovillari

Il primo Carnevale di Castrovillari risale al 1959, quando i primi carri allegorici sfilarono per la città. La manifestazione negli anni è cresciuta sempre più ed ha coinvolto il popolo che da spettatore passivo è divenuto attore principale. “’A Sirinata d’a Savuzizza” è uno degli appuntamenti più attesi e caratteristici del Carnevale di Castrovillari. La manifestazione, che si tiene il giovedì grasso, riprende l’antico rituale carnascialesco delle “Mascherate”. Gruppi mascherati, accompagnati dal tradizionale suono della fisarmonica e del tamburello, girano per le case dove chiedono ospitalità ed intrattengono i padroni di casa con canti e tarantelle in cambio di una bevuta e di prodotti tipici.

Puglia – Il Carnevale di Gallipoli

La splendida città salentina ha una antichissima tradizione carnascialesca, documentata fin dal settecento ma con radici che si perdono in epoca medioevale. Anche in questo caso, i legami con le tradizioni pagane sono molto radicati. La maschera tradizionale del popolo è “lu Tidoru”, Teodoro. La leggenda racconta che Teodoro, un giovane soldato gallipolino, fosse stato trattenuto lontano dalla sua terra causando un grande dolore  alla sua mamma. Teodoro sperava  di poter tornare a casa prima della fine del Carnevale, per poter godere dell’abbondanza del cibo e delle carni prima dell’avvento della Quaresima. E fu così che Teodoro tornò a casa in tempo, anche grazie alle preghiere della mamma ed il martedì grasso si lanciò nella frenesia dei balli e delle danze e mangiò tanto, per recuperare il tempo perduto. Consumò quintali si salsicce e polpette di maiale tanto da morirne. Teodoro è il simbolo della vita che muore per rinascere e rigenerarsi ed a Gallipoli, in occasione del Carnevale, il suo pupazzo viene portato in giro per la città disteso su un carro a rappresentare questo ciclo naturale.

Abruzzo – Il Carnevale di Francavilla a Mare

Il Carnevale di Francavilla al Mare è il più antico d’Abruzzo, risale infatti ai primi anni del dopoguerra. La costruzione dei carri è affidata ai cartapestai del paese che con arte e maestria realizzano i carri allegorici  ispirati alla caricatura e alla satira di personaggi ed eventi di cronaca. Emblema del carnevale francavillese è Patanello. Si narra che la maschera si ispira a un ciabattino “zi’ patane” vissuto tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 nella cittadina abruzzese. Patanello era un uomo stravagante che amava fare baldoria, girare per le osterie e fare scherzi goliardici. Quest’anno il Carnevale d’Abruzzo celebra il suo 61° anno.

Sicilia – Il Carnevale di Mezzojuso

A Mezzojuso, in provincia di Palermo, durante il carnevale possiamo assistere ad una manifestazione, le cui origini risalgono al XVII secolo. Il Mastro di Campo”, è la festa più importante del paese ed è interpretata da circa 90 personaggi che indossano costumi che si rifanno al sec. XV e che racconta la storia d’amore fra il Mastro di Campo e la Regina. Il Mastro di campo con la sua piccola armata marcia verso il castello per conquistare la Regina e portarla con sé. Mentre gli eserciti del re e quello del Mastro di Campo si combattono, il cavaliere tenta il rapimento della Regina, ma viene respinto dalle guardie che lo fanno cadere giù ma, infine, riesce a conquistare la sua amata. La pantomima trae origine da un fatto veramente accaduto nel ‘400, quando Bianca di Navarra, rifiutò di cedere la reggenza dell’isola a Bernardo Cabrera, conte di Modica. L’evento si svolge nella pubblica piazza cittadina con la partecipazione di numerosi figuranti, è molto atteso da tutta la cittadinanza, ed è molto suggestivo.

2473 Total Views 1 Views Today

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *