Tra ulivi e mare resiste Egnazia, un’ antica città nei pressi di Fasano

«Per chi naviga da Brindisi lungo la costa adriatica, la città di Egnazia costituisce lo scalo normale per raggiungere Bari, sia per mare che per terra».

Così parlava Strabone alla fine del I secolo a. C. quando la città di Gnathia aveva un ruolo fondamentale per la sua collocazione geografica e che con il suo porto e il passaggio della Via Traiana, costituiva il centro attivo di traffici e commercio.

Oggi Egnazia giace incastonata tra gli ulivi, ancora rivolta verso il mare a ricordo di quella che fu la sua grandezza, tant’ è che oggi è uno dei siti archeologici più interessanti della Puglia.

La storia dell’ antica Gnathia si snoda attraverso secoli, partendo dal primo insediamento dell’ Età del Bronzo, nel XV secolo a.C., organizzato in villaggi nella cosiddetta acropoli, una penisola di circa tre ettari sulla fascia costiera protetta da un muraglione difensivo costituito da blocchi calcarei irregolarmente squadrati .

Durante l’ Età del Ferro, intorno all’ XI secolo a.C. il villaggio venne invaso da popolazioni provenienti dalle zone balcaniche, gli Iapigi che presumibilmente si insediarono anche nelle fasce immediatamente esterne all’ acropoli.

Dall’ VIII secolo a.C. per Egnazia inizierà la fase messapica, con le importanti testimonianze del nucleo delle tombe e della cinta muraria, costruita in un periodo di forti contrasti tra le popolazioni indigene e i Tarantini, realizzata dunque come impianto difensivo dotato di fossato; successivamente alla prima cinta ne fu addossata una seconda, come testimonia il muraglione proteso nel mare, originariamente lungo ben 2 km. L’area occupata era di circa 40 ettari e prevedeva l’alternanza di spazi abitati e funerari.

Dal III secolo a.C. Egnazia conoscerà il suo sviluppo urbano con edifici pubblici alle pendici dell’ acropoli, realizzati secondo i modelli Ellenistici (Gnathia era sottoposta alle influenze culturali della Grecia).

Il periodo messapico, per Egnazia e il Salento, cesserà con l’occupazione romana avvenuta a partire dal III sec. a. C.

A questa fase di profonda romanizzazione si data una pianificazione dell’intera città, estesa entro tutta la cerchia muraria dopo la bonifica: nuovi edifici pubblici furono realizzati nell’area alle pendici dell’acropoli e strade perpendicolari alla via principale delimitarono, in senso est-ovest, insulae comprendenti abitazioni e impianti produttivi. La città entrerà quindi a far parte prima della repubblica e poi dell’impero romano e decadrà insieme ad esso.

Fra V e VI secolo divenne sede di diocesi e furono costruite le basiliche con edifici annessi; l’ area della città e soprattutto quella dell’acropoli continuarono ad essere occupate, seppure in forme degradate, fino almeno al X secolo, quando anche il porto, che aveva rappresentato la principale via di comunicazione della città, divenne inagibile. L’acropoli fu circondata da un muro di cinta che seguiva il crinale della collina e da un recinto bastionato, un edificio chiaramente con funzione difensiva che è stato considerato come un castrum bizantino o come una sala longobarda. Poi Egnazia cadrà quasi nell’ oblio, fino ad essere citata in alcune carte nautiche del Regno di Napoli per la presenza, sulla collina dell’ acropoli, di una torre. Ma i resti dell’ antica città subivano già le depredazioni degli sciacalli che perdurarono fino all’ inizio dei primi scavi archeologici dei primi del ‘900 e proseguiti, a fasi alterne, fino agli anni ’80.

Dal 2001 l’Università di Bari, in collaborazione con la Soprintendenza e col patrocinio del Comune di Fasano, ha intrapreso un’intensa campagna di scavo che ha riportato alla luce svariate informazioni sulla storia di Egnazia; per fare alcuni esempi la Via Traiana, che costituiva in età imperiale il corso principale del sito e che restrinse progressivamente la sua carreggiata, diventando nell’alto Medioevo una strada di fattura più grezza;  una fortezza eretta sull’acropoli difese il borgo medievale almeno fino al XIII secolo, ultimo momento di vita di un insediamento che aveva conosciuto una notevole prosperità grazie al suo porto e ai rapporti economici e culturali intrattenuti con l’intero bacino del Mediterraneo.

Gli scavi ovviamente continuano, ma è possibile visitare l’antica città di Egnazia e catapultarsi nella storia, lasciando che il filo della narrazione sia condotto dal vento e dal mare, che con i suoi profumi rievoca momenti non vissuti, immergendosi in un’ atmosfera davvero suggestiva.

Il Parco archeologico è situato in località Torre Egnazia, lungo la strada costiera che conduce da Monopoli a Savelletri e che taglia in due l’acropoli dell’antico centro messapico. Il tour può iniziare dal Museo, dove è possibile fare il biglietto, e poi, tramite un tratturo, giungere all’ antica città. La necropoli messapica, la città romana, i resti della Via Traiana, l’ aula delle Tre Grazie, le basiliche paleocristiane, insomma, un vero e proprio viaggio nella storia, in un luogo tra i più interessanti della Puglia. Spesso sottovalutiamo i tesori che ci circondano e tendiamo a spingerci oltre le nostre terre per scoprire, senza renderci conto infine, che delle nostre realtà rischiamo di sapere davvero troppo poco.

(per informazioni sul sito archeologico www.egnaziaonline.it )

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