Ruggero Leoncavallo e i suoi Pagliacci di Montalto Uffugo, Cosenza

“Vesti la giubba,
e la faccia infarina.
La gente paga, e rider vuole qua.
E se Arlecchin t’invola Colombina,
ridi, Pagliaccio, e ognun applaudirà!
Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto
in una smorfia il singhiozzo e ‘l dolor

Ah, ridi, Pagliaccio,
sul tuo amore infranto!
Ridi del duol, che t’avvelena il cor!”

A cantare è Canio, si prepara alla commedia nel suo ruolo di Pagliaccio. Ha appena scoperto, avvisato da Tonio, che la moglie Nedda lo tradisce. Ma lo spettacolo deve continuare. Sempre. Poi il sipario cala, finisce il primo atto.

Si tratta dell’ opera lirica Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, rappresentata per la prima volta il 21 maggio 1892 e ispirata da una storia vera, accaduta molti anni prima in Calabria, nel piccolo comune di Montalto Uffugo, vicino Cosenza.

Ruggero Leoncavallo nacque a Napoli nel 1857, ma trascorse i primi anni della sua infanzia a Castellabate in provincia di Salerno e, ancora in tenera età, si trasferì con la famiglia a Montalto Uffugo dove il padre esercitava la professione di pretore. E qui il piccolo Leoncavallo assistette ad un fatto drammatico che lo segnò, tanto da ispirargli la grande opera Pagliacci.

Siamo nel 1865, i protagonisti del fatto realmente accaduto sono Gaetano Scavello, trentenne e domestico della famiglia Leoncavallo e il calzolaio Luigi D’ Alessandro; entrambi sono innamorati della stessa ragazza. Un giorno di marzo Gaetano vede passeggiare la giovane con il garzone dei D’ Alessandro; Gaetano cerca di convincerla ad andare con lui, ma la giovane non acconsente e decide di seguire il garzone con il quale poi, entrerà in un casolare. Scavello va su tutte le furie, chiede spiegazioni che gli vengono negate e per la rabbia, frusta alle gambe con alcuni rami il garzone. L’ accaduto viene raccontato a Luigi D’ Alessandro e al fratello Giovanni che, la sera successiva dopo varie minacce, accoltellano Gaetano Scavello all’ uscita di uno spettacolo teatrale. L’ istruttoria fu condotta, in fase inziale, dal padre di Ruggero, Vincenzo Leoncavallo.

Nell’ opera lirica il protagonista è Canio, un pagliaccio. Lui e la sua compagnia arrivano in un paesino del Sud Italia, Montalto Uffugo per l’appunto.  Nedda, la moglie di Canio però, tradisce il marito con Silvio, un contadino del paesino. Tonio, che è un amico di Canio ma che è anche innamorato di Nedda, quando vede che la donna lo rifiuta dice a Canio del tradimento della moglie. Canio comincia a discutere con Nedda, ma poi entrambi devono iniziare lo spettacolo. Sul palco però la storia è quella di Pagliaccio che viene tradito da Colombina e così Canio vive anche nello spettacolo quello che sta succedendo nella realtà. Pertanto nella discussione sul palco Canio uccide Nedda e Silvio che era intervenuto per salvarla. Il pubblico quando capisce che non è una finzione fugge spaventato mentre Canio dice “La commedia è finita!”.

Forse Ruggero Leoncavallo era troppo giovane per assistere davvero a quell’ omicidio fuori dal teatro, forse non è del tutto giusto dire che Pagliacci riprenda quel fatto, ma il ricordo che l’ opera dà del fatto che anni addietro sconvolse la piccola realtà di Montalto, è palese. E non si può affatto escludere che Gaetano Scovello, Luigi D’ Alessandro e la giovane fanciulla hanno, purtroppo per loro, regalato un immenso successo a Leoncavallo.

L’ opera lirica Pagliacci ebbe fama internazionale e tale successo dura ancora oggi poiché si tratta dell’opera che vanta il maggior numero di rappresentazioni; a Pagliacci è legata la voce di Enrico Caruso che, incidendo l’aria Vesti la giubba, è stato il primo artista a vendere più di un milione di copie nel mondo musicale.

Pagliacci può essere considerato un vero e proprio fenomeno di cultura di massa se pensiamo che l’aria più celebre, “Ridi pagliaccio “, è stata utilizzata per realizzare uno degli spot più riusciti ed accattivanti, tra quelli più noti e riconoscibili delle campagne pubblicitarie mondiali e degli ultimi anni. Anche Freddie  Mercury si ispirò al lavoro di Leoncavallo e la canzone It’s a hard life dei Queen inizia proprio con l’ aria “Vesti la giubba”; addirittura in un episodio de I Simpson, Krusty il Clown recita il ruolo di Canio e Telespalla Bob compare in scena cantando proprio “ridi pagliaccio”. E ancora film, videogames, fumetti …

Nella città di Montalto Uffugo si tiene ogni anno un festival dedicato al Maestro Ruggero Leoncavallo che del comune divenne cittadino onorario l’ 11 gennaio del 1903. L’8 luglio 2007 è stata rappresentata per la prima volta l’opera Pagliacci, integralmente, sulle scale del duomo della Madonna della Serra, con la regia di Maria Francesca Siciliani e l’interpretazione, oltre che di professionisti, di personaggi presi tra la popolazione.

3849 Total Views 5 Views Today

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *