Perché Santo Stefano è “rosso di calendario”?

Siamo abituati a pensare alle festività natalizie come un continuo ininterrotto di buon bere, ottimo cibo e divertimento se possibile, che dura tre giorni dalla vigilia a Santo Stefano. In realtà, non molti sanno che Santo Stefano è diventato “rosso di calendario” solo nel 1947 e che, precedentemente, era una giornata lavorativa.sste

Nel giorno di Santo Stefano, la chiesa commemora i martiri, coloro che hanno creduto e seguito la parola di Cristo fino all’estremo sacrificio e Stefano fu proprio il primo martire.

Ciò che ci piace del giorno di Santo Stefano è il fatto che allunga le festività natalizie e ci permette di tirare un po’ il fiato dopo i bagordi della vigilia e del giorno di Natale. Questa festività viene celebrata anche in Austria, Germania, Irlanda, Danimarca, Catalogna, Croazia, Serbia, Montenegro e Romania.

Le tradizioni culinarie legate a questo giorno, non sono consolidate come quelle del giorno della Vigilia o di Natale. Quasi ovunque, si è soliti consumare gli avanzi del pranzo di Natale ma, non a Napoli!

State pur certi che qui si ricomincia da zero! Poiché d’abitudine, il giorno di Natale si portano in tavola pasta al forno e capretto con patate e piselli, il giorno di Santo Stefano, giusto per tenersi leggeri, viene riservato alla minestra maritata, ovvero un misto di verdure di stagione in brodo di pollo. Dato che la minestra è appunto “leggera”, giusto per darle un po’ di sapore non possono mancare nel brodo, assieme alle verdure, le polpettine di carne e lo spezzatino di manzo bollito. E visto che ci siamo tenuti leggeri perché non passare poi, ad un buon piatto di ragù fatto secondo le regole, accompagnato poi da un misto di carne alla brace ed insalata? Insomma, gli avanzi qui proprio non trovano dimora, anche perché difficilmente qualcosa viene risparmiato dalla voracità dei commensali!IMG_7478

Molte sono, invece, le tradizioni religiose e popolari legate al giorno di Santo Stefano. Tra le più note vi è la Festa delle Propaggini, a Putignano, in Puglia.

Proprio il giorno di Santo Stefano inizia quello che ormai è noto come il “Carnevale più lungo del mondo”. Il 26 dicembre che si dà ufficialmente inizio al Carnevale. La Festa delle Propaggini è una forma libera di teatro da strada; viene allestito un palco nella piazza centrale della bella cittadina pugliese, gli artisti si esibiscono per varie ore di seguito in lingua locale con versi in rima sulla politica e sull’attualità di cui denunciano i limiti e a cui cercano di proporre il cambiamento come augurio per un futuro migliore. La prima festa delle Propaggini è stata celebrata il 26 dicembre del 1394, anno della traslazione delle reliquie di Santo Stefano dall’Abbazia di Monopoli a Putignano, ove ancora oggi sono conservate, nella chiesa di Santa Maria La Greca.

Anche laddove non c’è una tradizione o un rito collettivo al quale partecipare, e mentre il Natale è riservato alla famiglia, il giorno di Santo Stefano è invece dedicato agli amici ed alle tombolate festose in compagnia. Ci si riunisce tutti assieme con un po’ di nostalgia per il Natale già trascorso ma, al tempo stesso, con tanta trepida attesa per l’imminente San Silvestro e per il nuovo anno che si presenta sempre carico di speranza e promesse.

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