La grotta di Seiano ed il Parco Archeologico e Ambientale del Pausilypon: tra storia e bellezza

Quando arrivi sul belvedere e scendi dall’auto, ti investe l’aria del golfo del primo mattino e la città di mare si fa riconoscere dal suo profumo, poi, ti affacci e il sole ancora giovane illumina Nisida, colorando il mare di mille riflessi. La collina di Posillipo mostra il suo solito, incantevole volto ornato della rigogliosa macchia mediterranea che degrada fino a quel mare di una limpidezza sorprendente e, a quella vista, da un lato un po’ fa strano pensare di essere ad un passo dal centro pulsante della città e dall’altro, non è difficile comprendere perché i greci scelsero le nostre terre ed il nostro mare per fondare le loro colonie. A poca distanza dal belvedere che si apre su Nisida, la grotta di Seiano si mostra con i suoi altissimi contrafforti. La gentile e preparata giuda del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus, ci accoglie con molta cortesia ed entusiasmo. Ci spiega subito che tanto la definizione di grotta quanto il nome ad essa attribuita sono errati.  Non di grotta trattasi ma di una galleria che “taglia”tutta la collina di Posillipo ed è lunga 770 metri. Scavata nel tufo, nel giro di un solo anno, congiunge via Coroglio a Bagnoli, con la Gaiola, aprendosi sulla baia di Trentaremi. Non fu Seiano, il prefetto dell’imperatore Tiberio che governò il mondo da Capri per oltre dieci anni, a volerla. Essa è precedente e fu realizzata per collegare la splendida villa del ricco Pollione che affacciava sulla baia di Trentaremi ai porti di Puteoli e Cuma, durante il regno di Ottaviano Augusto. Caduta in disuso nel corso dei secoli successivi, della grotta si era perso il ricordo ed i detriti l’avevano completamingresso-grotta-di-seiano-a-coroglioente nascosta alla vista. Fu rinvenuta e riportata alla luce nel 1841 durante i lavori di costruzione di una strada e, per volontà di Ferdinando II di Borbone fu sgombrata e rinforzata con i contrafforti, quelli che si vedono all’ingresso e che la rendono tanto intrigante. Il percorso all’interno della galleria è di grande interesse. E’ possibile ammirare la composizione del suolo, in quella zona della collina e scoprire le tecniche di scavo e di costruzione delle gallerie adoperate nel periodo di costruzione. All’uscita dalla galleria, che durante la seconda guerra mondiale fu adibita a rifugio per le famiglie residenti nella zona, ci si ritrova nel . Il parco è una meraviglia naturalistico-archeologica, oltre che paesaggistica. Si dipana dal promontorio di Trentaremi fino al vallone di Gaiola, e la vista dai belvedere del parco è veramente mozzafiato.  La baia di Trentaremi deve il suo nome all’antica moneta Tareno, detta anche Tarì. Tre taremi era il valore che veniva pagato per il carico di una nave che approdava nella baia. Baia dei Tre Taremi è divenuta, poi nei secoli e con l’uso, Baia di Trentaremi. Nel parco è possibile ammirare i resti riportati alla luce della villa del Pausilypon, fatta erigere nel I Sec a.C. dal cavaliere romano Publio Vedio Pollione. Imponente è il Teatro, che accoglieva sulle sue gradinate ben 2000 spettatori. La sua acustica è perfetta, tant’è che ancora oggi viene utilizzato per suggestive rappresentazioni artistiche all’interno del parco. Alcuni ambienti della Villa sono stati ricostruiti e restaurati a scopo didattico mentre le strutture marittime della villa, con il piccolo porto e le vasche di allevamento per il pesce, a seguito del bradisismo e dello scivolamento verso il basso della collina, fanno oggi parte del Parco Sommerso di Gaiola, su cui affaccia un secondo belvedere a picco sul mare, veramente mozzafiato. La leggenda narra che Pollione, liberto ricco e crudele, avesse invitato presso la sua dimora Ottaviano Augusto. Durante il pranzo, un servo avrebbe rotto un pezzo del prezioso servizio da portata. Pollione avrebbe condannato il servo ad essere gettato nella vasca delle murene, ma Augusto sarebbe intervenuto graziando il servo e concedendogli la libertà, avrebbe poi ordinato di gettare tutto il servizio da portata di Pollione in fondo alla vanapoli odeon della Villa Pausilyponsca delle murene.  Alla sua morte,  Vedio Pollione dispose nel testamento che il Pausilypon entrasse a far parte del demanio imperiale, nonostante il subito affronto. La villa del Pausilypon ebbe, perciò tra i suoi proprietari l’imperatore Ottaviano Augusto.

Il parco e la vista dalla collina sono veramente eccezionali, uno spettacolo unico. Sempre nuovi ambienti sono portati alla luce col passare degli anni, grazie alla perseveranza ed alla passione dei volontari della onlus e nonostante l’ostruzionismo di alcuni tra i ricchi possidenti delle ville limitrofe. Alcuni altri, invece, hanno a cuore il destino del parco e si sono privati di piccoli lembi di terra di loro proprietà, per consentire il passaggio ai visitatori.cala trentaremi e nisida _bb

La visita al parco nel periodo primaverile ed estivo viene abbinata alla visita al parco sommerso della Gaiola che può essere fatta in kayak, o mediante snorkeling e diving per i più intrepidi. Per le famiglie, molto suggestiva è l’acquavision, ovvero la visita su una barca dal fondo in vetro che permette di vedere il fondale marino ed i reperti.

Vi invitiamo ad andare a vedere il parco, solo in questo modo potremo aiutare le associazioni, i volontari e gli appassionati a tenere in vita luoghi meravigliosi come questo, pieni della nostra storia, tradizione e cultura.

Feriali:
Visite guidate per gruppi o scolaresche a cura del CSI Gaiola onlus, previa prenotazione da effettuarsi allo 0812403235 – 3285947790 (mar – dom, 10.00 – 14.00).
Festivi: Ingresso mediante Visita guidata a cura del CSI Gaiola onlus, alle ore 10,00 e 12,00 previa prenotazione da effettuarsi allo 0812403235 – 3285947790 (mar – dom, 10.00 – 14.00).

A partire dal mese di Aprile possibilità di visita guidata con itinerario integrato al Parco Archeologico del Pausilypon e Parco Sommerso di Gaiola con battello dal fondo trasparente Aquavision.

Ingresso: Grotta di Seiano, Discesa Coroglio 36, 80123 – Napoli

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