Il sonoro: un’ invenzione tutta messinese

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Vi siete mai chiesti come sia nato il sonoro del cinema, o meglio, chi lo abbia inventato?

Penserete sicuramente che basta fare una rapida ricerca su internet per trovare le risposte giuste: bene, allora apriamo il nostro motore di ricerca, scriviamo “inventore del sonoro” ed ecco qua svariate risposte. Provate ad aprirne alcune, leggere in tutte che, ad inventare il sonoro cinematografico, è stato  Lee De Forest nel 1923 a New York, il quale a sua volta sfruttò i brevetti di un altro inventore, Theodore Case. De Forest era riuscito a registrare, sotto forma di impulsi luminosi, la colonna sonora, che poteva così essere posizionata sulla pellicola stessa. Ma il suo Phonofilm (così chiamò il sistema) non ebbe successo sul mercato. Nel frattempo la Warner Bros, società in forte espansione, aveva adottato il sistema  di registrazione su disco, realizzato dalla Western Elettric, chiamato Vitaphone che restituiva un sincronismo accettabile.

Ora però provate a fare una ricerca mirata, una ricerca di chi già sa, più specifica, e provate a digitare “Giovanni Rappazzo sonoro”. Caspita! Il mio motore di ricerca si sta contraddicendo, ora mi dice altro!

Il primo risultato della ricerca è quello di Wikipedia dove subito è possibile leggere: “Il 22 marzo 1994 è stato nominato Grande Ufficiale al merito della Repubblica Italiana per aver brevettato per primo il cinema sonoro”. Ma facciamo un attimo un passo indietro …

Giovanni Rappazzo nacque a Messina il 15 ottobre 1893 e studiò da perito industriale divenendo anche docente dell’ Istituto Tecnico Industriale della città. Si dice che la sua intuizione geniale avvenne per puro caso, mentre lavorava come operatore cinematografico presso l’ Eden, il cinema del fratello Luigi costruito nel 1912 sulle macerie lasciate dal devastante terremoto del 1908. Ebbene, mentre Giovanni sorvegliava il proiettore, dalla sala si levò un gran fracasso: la pellicola veniva proiettata capovolta e l’azione si svolgeva all’incontrario! Rimesso tutto al posto giusto e rimessasi l’ orchestrina a suonare, Giovanni si chiese perché non era la pellicola stessa ad emettere suoni.  Aveva 19 anni e un errore gli permise di “applicare alle pellicole un sistema di sonorizzazione grazie all’ uso della cellula foto-elettrica al selenio e immettendo due colonne perfettamente sincronizzate, una per l’ immagine ed una per il sonoro”,  riuscendo quindi a realizzare alcune pioneristiche riprese di un film sonoro registrando il rollio delle navi traghetto che solcavano lo Stretto, a cui aggiunse i rumori dei treni, i canti siciliani e i suoni della natura. E fu proprio la Sicilia a vedere e ad ascoltare il primo film sonoro, quando nel 1913 fu proiettata a Messina la prima «pellicola ad impressione contemporanea di immagini e suoni», che permetteva la coesistenza nello stesso nastro di celluloide di fotogrammi muti e con la corrispondente colonna sonora. In poche parole Rappazzo aveva creato il sincrono.

Ovviamente la sua invenzione era ancora primitiva, negli anni successivi l’ affinò fino ad arrivare a registrare ben due brevetti  nel febbraio 1921, il primo come Fonofilm, ovvero Pellicola cinematografica portante la voce fotografata. L’ attestato però venne concesso solo nel settembre successivo come Pellicola ad impressione contemporanea di immagini e suoni. La parola Fonofilm non venne accettata dall’Ufficio Brevetti in quanto Film era una parola straniera … (e, casualmente, due anni dopo Phonofilm è la parola scelta da De Forest). Il secondo brevetto era il Rivelatore elettrico di suoni per cinematografia o valvola fotoelettrica, una specie di circuito che precorre, anche se in modo imperfetto, la rivoluzione dei transistor avvenuta dagli anni ‘50 in poi.

Giovanni Rappazzo si impegnò molto per promuovere ed industrializzare le sue invenzioni, sia in Italia che all’ estero, ma sembrava che il film sonoro non interessasse a nessuno.  Nel frattempo il giovane inventore si era trasferito a Genova, fu licenziato dall’ Ansaldo e non riuscì a rinnovare i brevetti. Fu costretto ad abbandonare il grande sogno di far nascere un’ industria cinematografica in Italia,  cosa che invece fecero gli americani con i Warner e i Fox, seguiti da altri, che svilupparono un’industria che fu la prima negli Stati Uniti e nel mondo.

Giovanni, però, rivendicò sempre la paternità dell’ invenzione, con alcune pubblicazioni e con un documentario a colori del 1977 dal titolo “Dove, quando e come nacque il film sonoro”. I riconoscimenti nazionali e internazionali, purtroppo, arrivarono troppo tardi: il 22 marzo 1994, come già detto, venne insignito con la nomina di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana per aver brevettato per primo il cinema sonoro. Morì un anno dopo, il 3 aprile 1995.

Si ricordano, del Rappazzo, altri brevetti e numerosi studi, quali la Focalità ottica variabile, la Cellula bidirezionale per lo sfruttamento delle correnti marine e alcuni progetti di Attraversamento stabile dello Stretto di Messina.

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