Il pane ed i timbri per marchiarlo, una storia lunga millenni

Il pane è il primo alimento che l’uomo abbia prodotto, immediatamente dopo l’invenzione dell’agricoltura, che risale a 12.000 anni fa. Assieme alla scrittura ed alla pastorizia, l’agricoltura e la panificazione segnarono il passaggio dalla preistoria alla storia.
La storia del pane e quella dell’uomo hanno viaggiato di pari passo dipanando un racconto ricco di sapienza, di poesia, d’arte e di amore. 10154531_10152317670968948_914365308801534194_n

A partire dall’età del bronzo, il pane di frumento, avena e orzo, divenne uno degli alimenti fondamentali nella dieta di ogni giorno, per tutte le classi sociali. Originariamente, il pane veniva prodotto senza lievito in forme basse e piatte, solitamente circolari. Il lievito fu utilizzato per la prima volta nel Vicino Oriente e poi introdotto nelle regioni mediterranee. In Grecia, il pane veniva chiamato àrtos che significava tanto pane quanto cibo in generale, per rimarcare l’importanza di questo alimento essenziale. Il più antico pane romano, il libum era una galletta dura che con il tempo fu sostituita dal pane lievitato, a cui Plinio dedica un intero capitolo della sua “Storia Naturale”. Fin dal 174 a.c, è documentata, a Roma, l’esistenza di panettieri di professione, i pistores che lavoravano nei forni comuni. Nel medioevo, la panificazione tornò ad essere un’attività privata legata al feudo, mentre in età comunale si organizzarono le corporazioni degli artigiani fornai. Nel secolo XVI cominciarono a diffondersi preparazioni di pane più raffinate soprattutto nelle occasioni festive. Al pane furono aggiunti lo zucchero, il miele, le spezie, le mandorle, l’uvetta e queste sperimentazioni possono essere considerati i primi esperimenti di pasticceria.

Innumerevoli sono le preparazioni locali particolari e di limitata produzione: il pane siciliano con crosta cosparsa di cumino, la frisedda pugliese, il pane cafone campano, il pane di Altamura. Spesso il pane viene modellato in forma di animale o di bambola o di oggetti simbolici, basti pensare al pane dolce pugliese forgiato

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Timbri per il pane di Matera

in forma di donna con tre seni simbolo di abbondanza. Il pane di Altamura è un prodotto tradizionale della città omonima in provincia di Bari. Si ottiene dall’utilizzo di semole rimacinate di una particolare varietà di grano duro, coltivato nei territori della Murgia.

Il pane è un alimento tanto importante che attorno ad esso si sono creati importanti rituali. A tavola è vietato tenere il pane capovolto perchè “porta male”, soprattutto le persone più anziane lo considerano un atto sacrilego che può presagire una sventura per uno dei commensali o addirittura può essere foriero di carestia.

Nel secolo scorso, era tradizione nei nostri paesi, lavorare l’impasto per il pane una volta alla settimana. Le famiglie preparavano le proprie pagnotte e, poi, l’intera comunità si recava presso il forno comune per la cottura, in quello che era un rtimbro01_G-300x300ito collettivo e primordiale. Ciascuna famiglia praticava sul pane una propria incisione.
I tagli sul pane avevano più di una funzione: favorivano la crescita dell’impasto che in corrispondenza dell’incisione trovava meno resistenza, rendevano il pane più gradevole alla vista e, a seconda della forma, consentivano a ciascuno di riconoscere le proprie pagnotte. Come detto, ogni famiglia aveva una sua personale incisione semplice o elaborata che fosse. Da un essenziale taglio obliquo o a croce, oppure da un taglio a losanga, si passava a tagli elaborati che raffiguravano spighe o fiori, o ancora le iniziali della famiglia o addirittura riproducevano, in parte o in toto lo stemma nobiliare della casata. I timbri venivano trasmessi di generazione in generazione e custoditi con grande riverenza, nel rispetto per le materie prime, per i rituali della panificazione e per la madre terra ed i suoi frutti più genuini e arcaici. Alcuni di questi antichi timbri sono gelosamente conservati nelle masserie e nei musei contadini.

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