Il Cirneco dell’Etna, un vero siciliano

Il Cirneco dell’Etna appartiene a una delle razze canine più antiche al mondo. Secondo le teorie più accreditate, le origini del cirneco risalgono al 1000 a.C.; questo fiero animale sarebbe originario dell’antico Egitto. Si afferma, addirittura, che questa razza derivi dai cani dei Faraoni egiziani delle ultime dinastie poi importati in Sicilia dai commercianti fenici nel IV secolo avanti Cristo. Questi suoi nobili natali, fanno del Cirneco la varietà di levriero più antica esistente. In Sicilia, il Cirneco si è poi adattato all’ambiente isolano. Essendo un cane di tipo primitivo, è agile e snello, molto robusto e resistente e non presenta i problemi tipici di tutte le razze che hanno subito molte modifiche genetiche e fisiologiche. Successivi studi sulla genetica delle razze canine hanno indicato che molto probabilmente il Cirneco sia, invece, una razza autoctona siciliana. A supporto di questa più moderna teoria vi sono alcuni elementi e, stranamente, ci viene in soccorso la numismatica. Questo cane viene ritratto su alcune antiche monete. Parliamo delle monete emesse da tutte le zecche delle città autonome siciliane nel V secolo avanti Cristo. Di gran pregio è una didracma di Segesta  che è il più antico nominale coniato e risale al 450 a.c. La moneta presenta al dritto il cirneco, mentre sul rovescio è raffigurata una testa femminile che dovrebbe essere la ninfa Egesta. La presenza del cane dovrebbe essere riconducibile al locale mito ancestrale della fondazione di SegesCucciolo di Cirneco dell'Etnata stessa di cui parlano le fonti storiche, quali il poeta Licofrone e Servio, e rappresenti il dio fluviale Krimisos trasformatosi in cane. Altre fonti, invece, vedono l’animale come un paredro, ovvero la divinità minore associata a quella di un altro dio o dea maggiore, in questo caso il cirneco sarebbe il paredro della ninfa Egesta e quindi direttamente legato al culto della dea madre, un ruolo estremamente importante per un cane. Altri vedono nella figura del cane, molto diffuso nell’agro siciliano, un chiaro riferimento geografico e altri ancora più semplicemente un animale legato al culto di Afrodite. Il cirneco dell’Etna essendo un animale molto veloce fu utilizzato nella caccia al coniglio ed alla lepre. Ha zampe lunghe, orecchie dritte e corpo molto muscoloso  ed elegante. E’ un cene veramente particolare poiché ha un un fiuto sviluppatissimo  infatti, sebbene all’aspetto sembri un levriero, quando caccia non usa la vista ma l’olfatto, come i cosiddetti cani da cerca, per questo motivo, la Federazione Cinologica Internazionale (F.C.I.), non lo ha inserito nel 10º gruppo che è quello dei levrieri ma nel 5º Gruppo, quello delle razze di tipo primitivo. E’ un cane tipicamente siciliano, infatti al nord ed al centro Italia è poco, se non per nulla, diffuso. Come detto, è un cane molto veloce e può raggiungere i 40/45 km/h nella corsa, il colore del mantello va dal sabbia al cervo, alcuni esemplari hanno macchie bianche sul corpo. Addirittura, ce ne sono alcuni che hanno sul petto una macchia bianca, a forma di stella. La sua forza e resistenza fanno di lui un cane molto longevo, può vivere fino a 15/20 anni. E’ legato al padrone ma è un animale molto fiero. Dotato di una raffinata intelligenza, è un cane che sa essere molto indipendente e gli piace avere anche momenti solitari; essendosi adattato bene alla vita isolana è l’unico cane in grado di muoversi senza difficoltà sui terreni aspri e accidentati di origine vulcanica. E’ un animale fiero e per questo non sempre si lascia domare, è molto selvaggio come cane, appunto primitivo, nel senso positivo del termine, ovvero naturale, non sofisticato, inoltre, porta rancore se trattato male, non dimentica facilmente uno sgarbo subito e non sopporta di essere rimproverato con eccessiva durezza….Insomma, il Cirneco dell’Etna è un vero siciliano

Cirneco dell'Etna

Cirneco dell’Etna

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