D’amore e di briganti

un romanzo di Cristiano Parafioriti

NOTA DELL’ AUTORE

Questa è un’opera di fantasia. Personaggi, organizzazioni e circostanze sono frutto dell’immaginazione dell’autore o, se esistenti, utilizzati a scopo narrativo. Per il resto, ogni riferimento a fatti realmente accaduti e a persone reali è da ritenersi puramente casuale.
O quasi.

Capitolo 1

OGNI MALEDETTA MATTINA

A Galati Mamertino, in Sicilia, Calogero Emanuele detto “Bau” si alza di buon’ora e sa che dovrà cominciare un’altra giornata di lavoro in Comune. Come tanti padri siciliani ha i figli sparpagliati per l’Italia per motivi di la-voro e, ovviamente, questa lontananza non può non farlo levare dal letto un po’ più triste.
Ogni maledetta mattina.
La primavera è appena iniziata e qui, sui monti Nebro-di, il sole è ancora timido. All’alba si affaccia dal monte di Rafa e rigetta qualche raggio tiepido sulle rugose matto-nelle della piazza principale di questo sperduto paese, ma non arriva ancora a riscaldare l’aria pungente e i corpi in-torpiditi di chi inizia la propria giornata.
Calogero Bau beve il caffè al bar Ciccio, fuma la sua se-conda sigaretta fissando lo sguardo distratto sui pochi passanti e sulla maestosa Chiesa Matrice. In quel preciso istante, il suo cuore si incupisce. Pensa a don Peppe Emanuele detto “Malupilo”, suo padre, morto solo pochi anni prima, che di quella chiesa era una colonna portante, sempre impegnato nell’organizzazione materiale delle fe-ste, nella preparazione delle vare e delle messe, capace di porsi incondizionatamente al servizio del Signore e del clero. Poteva sembrare un po’ burbero a volte don Peppe, ma in realtà era solo antico, inteso nel senso buono del termine, uomo di poche parole e di molto mestiere. Quando è venuto a mancare, è stato come se una navata di quella chiesa fosse crollata e, peggio ancora, è stato per suo figlio Calogero, che su quell’uomo aveva poggiato la sua stessa esistenza.
Calogero Bau ha una moglie, tre giovani figli, una mamma anziana e una sorella “schetta” che abita ancora a Galati. Ha un impiego al Comune (roba di lusso oggi-giorno) e tira innanzi come può. Un caffè, un paio di si-garette e poi, a bordo della sua Fiat Punto blu, a prendere servizio presso l’archivio comunale, all’uscita del paese, sulla strada verso Tortorici.
Ogni maledetta mattina.



Cristiano Parafioriti è nato a Sant’Agata di Militello (ME) nel 1977. Nel marzo 2014 ha pubblicato la sua opera prima dal titolo “ERA IL MIO PAESE” una raccolta di racconti con a tema le origini dello scrittore ed i ricordi della sua infanzie e fanciullezza tra le mura dell’amato paese Galati Mamertino (ME) che è stato tradotto in 14 lingue. Uno dei racconti dal titolo “Salicaria” ha ottenuto la menzione speciale Concorso Internazionale Artistico Letterario “AMBIART” IV Edizione 2014 ed ha vinto nel dicembre 2015 il secondo premio al XXII Concorso nazionale di poesia e narrativa “Anna Savoia” in San Giovanni In Croce (CR). Nell’ottobre 2015 il racconto inedito “L’amore mezz’ora prima del tramonto” ha vinto il secondo premio al XXII premio letterario nazionale “Danilo Chiarugi” di narrativa indetto dall’associazione culturale Giorgio la Pira di Ponsacco (PS) e nel maggio 2016 ha ottenuto la menzione d’onore al premio letterario internazionale “Novelle in rosa” di Induno Olona (VA). Nel maggio 2016 ha pubblicato la sua seconda raccolta di racconti dal titolo “SICILITUDINE” che è stata tradotta e pubblicata in 7 lingue.
Nel marzo 2019 è stato pubbliacato “D’amore e di briganti”, il suo
primo romanzo ambientato in Sicilia nel 1864.

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