D’ amore e di briganti

un romanzo di Cristiano Parafioriti

Capitolo 3 (segue a http://briganti.info/d-amore-e-di-briganti/ )

ISOLITUDINI

Alle cinque del pomeriggio mia madre ruppe gli indugi importunandomi con un invitante caffè caldo. Sapeva del mio desiderio di vedere la piazza e i vecchi amici del paese dopo tanti mesi trascorsi a più di millesettecento chilometri. Ho quarant’anni, venti dei quali passati al Nord, mezza vita che pare una intera, in realtà.
La caffeina mi rimise subito in moto. Alle sei in punto imboccai la strada per la piazza. Camminando attraverso il mio vecchio quartiere, ebbi la sensazione dolceamara di sfogliare un album di ricordi, sentii il petto stringersi attorno al mio cuore. Ormai tutto è passato. Lì, della via Pilieri, restano in piedi soltanto le pietre delle case, mentre qui, in fondo al mio cuore, giacciono i massi, ben più pesanti, della memoria.
Calogero Bau fu il primo paesano che incontrai. Non potei rifiutarmi di bere un altro caffè con lui al bar Cic-cio. Mi parlò dei suoi figli e soprattutto di Ilenia, la più grande, che aveva rivelato per telefono al padre di essersi molto emozionata dopo aver letto i miei racconti. Poi iniziò a parlarmi del suo lavoro all’archivio comunale e di come, nel tempo, si fosse appassionato nel leggere di vecchi atti di nascita e di morte, di alcune vicende anagrafiche particolari, di cognomi ormai scomparsi, o meglio, come mi disse lui, “di cose antiche”.
Mai avrei pensato che Calogero Bau potesse in qualche modo instillarmi tanta curiosità. Un brav’uomo, senza ombra di dubbio, umile, simpatico ma di certo non mi era mai sembrato uno con il quale si potessero toccare argomenti così specifici e particolari. E invece riuscì incredibilmente a intrigarmi. Accettai anche di respirare il fumo passivo della sua ennesima sigaretta e, ormai fuori dal bar, iniziammo a fare due passi in piazza San Giaco-mo. Per un attimo intravidi mio padre seduto al Circolo dei Maestri Artigiani intento a leggere la Gazzetta del Sud. Fu in quel breve istante che mi sentii veramente a casa. Calogero Bau mi parlò ancora dell’archivio. In realtà non seppe dirmi molto altro, ma non mutò in me quell’ardente e curioso desiderio di consultare le carte di cui mi aveva parlato. All’imbrunire raccolsi mio padre dalle sue ultime faccende serali e, insieme, imboccammo la via di casa. Appena fuori dalla porta, però, complice il cielo terso, fui assalito dall’irrefrenabile desiderio di inoltrarmi verso il monte di Rafa.
Da lì, il panorama è impareggiabile a ogni ora del giorno, ma la sera di Rafa è pura poesia! Al tramonto, il sole cede il passo alla luna e alle stelle, eppure, prima di morire, riesce a infuocare la vista del Tirreno e delle Eolie che si stagliano in lontananza. Le isole sembrano in procinto di essere inghiottite dalle acque, ma non annegano mai. Rimangono sospese in un eterno equilibrio, come tutelate da un patto celestiale che le ha poste là per sempre. Ebbene, io so qual è la verità; quelle isole siamo noi, esuli figli di questa terra, ormai staccati da essa. Così vicini nel cuore ma così lontani nel corpo, da poterci toccare ogni tanto, solo ogni tanto. Perché è accaduto che un giorno, noi esuli, siamo stati tranciati dalle nostre radici, perché questa è l’ingiusta sorte che condanna questa terra e i suoi figli ormai da almeno due secoli.
Una volontà oscura, del tutto intesa al male, che ci trasforma in isole di esuli.
Al Nord, in Germania, negli Usa, in Australia. Piccole, grandi isole di figli rubati alla loro Isola madre.
Un arcipelago di isolitudini.


Cristiano Parafioriti è nato a Sant’Agata di Militello (ME) nel 1977. Nel marzo 2014 ha pubblicato la sua opera prima dal titolo “ERA IL MIO PAESE” una raccolta di racconti con a tema le origini dello scrittore ed i ricordi della sua infanzie e fanciullezza tra le mura dell’amato paese Galati Mamertino (ME) che è stato tradotto in 14 lingue. Uno dei racconti dal titolo “Salicaria” ha ottenuto la menzione speciale Concorso Internazionale Artistico Letterario “AMBIART” IV Edizione 2014 ed ha vinto nel dicembre 2015 il secondo premio al XXII Concorso nazionale di poesia e narrativa “Anna Savoia” in San Giovanni In Croce (CR). Nell’ottobre 2015 il racconto inedito “L’amore mezz’ora prima del tramonto” ha vinto il secondo premio al XXII premio letterario nazionale “Danilo Chiarugi” di narrativa indetto dall’associazione culturale Giorgio la Pira di Ponsacco (PS) e nel maggio 2016 ha ottenuto la menzione d’onore al premio letterario internazionale “Novelle in rosa” di Induno Olona (VA). Nel maggio 2016 ha pubblicato la sua seconda raccolta di racconti dal titolo “SICILITUDINE” che è stata tradotta e pubblicata in 7 lingue.
Nel marzo 2019 è stato pubbliacato “D’amore e di briganti”, il suo primo romanzo ambientato in Sicilia nel 1864.

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