8 aprile 1888, la strage di Bernalda

L’8 aprile del 1888, a Bernalda, nell’attuale provincia di Matera, ci fu una sommossa popolare contro l’introduzione, da parte dei piemontesi, della tassa di capitazione.

Tale tassa era anche chiamata del “fuocatico” ed era un’imposta applicata su ogni “fuoco” e cioè su ogni abitazione.

Come in molte altre occasioni, il governo piemontese non si fece scrupoli nel mandare l’esercito contro la popolazione e di far aprire il fuoco contro i cittadini. Ci furono 4 morti e decine di feriti.

Di seguito riportiamo integralmente l’articolo originale, di quel nefasto giorno del 8 aprile del 1888, del quotidiano “Le Matin” con la traduzione dal francese all’italiano.

Foto diffusa da Cosimo Russo

 

TRADUZIONE:

Un grave conflitto è esploso oggi a Bernalda, Circondario di Potenza, tra la forza pubblica e la popolazione a causa della tassa di capitazione.
I cittadini hanno urlato: abbasso il sindaco, abbasso le tasse.
I gendarmi sono stati costretti a fare fuoco. 4 cittadini sono stati uccisi, molti altri feriti
Sono stati feriti anche alcuni gendarmi. Le autorità hanno inviato a Bernalda rinforzi di truppa.
L ‘ ordine è stato ristabilito, ma il fermento persiste.

Le Matin, 10 aprile 1888

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4 Risposte

  1. stanislaw ha detto:

    Scusate ma nel 1888 il capo del governo non era il siciliano crispi? E non è che certe lotte andrebbero inserite in un quadro di, diciamo, lotte di classe? I milanesi che si ribellavano alle tasse e allo sfruttamento ebbero altro che pallottole?

    • admin ha detto:

      Noi diffondiamo le nostre storie. ..altri diffondano quelle di altri luoghi. .

      • stanislaw ha detto:

        Forse esiste una sola storia, quella di un proletariato estraneo al nord e al sud al processo di formazione nazionale e dopo ugualmente represso. O forse, ed è l’idea di Luraghi, l’intero risorgimento e in particolare l’annessione del sud e la formazione del regno di italia dovrebbe essere letta, fatte le debite proporzioni, come la guerra civile americana, una rivoluzione nazionalista borghese e in definitiva anti proletaria. Perché il brigantaggio fu non tanto lotta di liberazione quanto rivolta contadina, sulla scia del banditismo sociale caro ad Hobsbawn: e contemporaneamente al brigantaggio si svilupparono in tutta italia moti e rivolte contro lo stato unitario e contro le istituzioni italiane. Le rivolte mazziniane, socialiste, anarchiche o religiose non si contano fino alla fine dell’800: tutte ugualmente represse, con massacri, uccisioni ed incarcerazioni di massa.

  2. giuseppe ha detto:

    Ma i contadini prima stavano bene sono stati obbligato a difendere la famiglia la terra da falsi profeti come Mazzini che nemmeno conoscevano. Come disse Settembrini avete fatto l itaglia senza il popolo

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